Sii PRONTO ad ACCOGLIERE il REGNO

Sii PRONTO ad ACCOGLIERE il REGNO

Continua il cammino di Gesù e dei discepoli verso Gerusalemme, là dove avverrà la sua morte.
Il profilo del fallimento della missione si fa sempre più evidente.
È in questo contesto che Gesù pronuncia queste parole cariche di tenerezza: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno».
Rileggendo l’episodio viene spontaneo pensare alle giovani donne in attesa. Guardandole negli occhi capiamo cosa vuol dire attendere.
E’ questione di vigilanza, di piccoli segnali che annunciano un evento che cambierà la vita. E poi, finalmente, una presenza, uno sguardo da incrociare.
E’ questa l’attesa cui il vangelo richiama.
Non solo quella dell’ultimo giorno ma quella di ogni giorno perché è nella quotidianità che esercitiamo l’arte dell’attesa.
Solo chi vive nell’attesa, sarà pronto ad accogliere e a riconoscere l’Atteso.
E’ un brano eucaristico, d’altra parte le prime comunità cristiane sono sorte attorno all’Eucaristia.
Qui tutti sono al servizio di qualcuno.
Il messaggio è chiaro: nella vita noi serviamo il mondo, nell’Eucaristia Dio serve noi.
Il culto, nel mondo ebraico, era il servizio degli uomini a Dio, tutto era fatto per attirare la benevolenza di Dio, per guadagnarsi il Paradiso diremmo oggi.
Con Gesù tutto cambia. Il culto non è più ciò che tu fai per Lui ma ciò che Lui fa per te e il servizio non è da rendere a Dio ma all’uomo.
A Madre Teresa un giorno fu posta questa domanda: «Madre, chi è Dio?».
Lei rispose: «Non ho la più pallida idea di chi sia. Ma dove c’è l’amore, Lui c’è».