Un dialogo tra figli e Padre

XVII TEMPO ORDINARIO

Un dialogo tra figli e Padre

Nell’odierna pagina di Vangelo, San Luca narra le circostante nella quali Gesù insegna il “Padre Nostro”.
Essi, i discepoli, sanno già pregare, recitando le formule della tradizione ebraica, ma desiderano poter vivere anche loro la stessa qualità della preghiera di Gesù.

Perché loro possono constatare che la preghiera è una dimensione essenziale nella vita del loro Maestro, infatti ogni sua azione importante è caratterizzata da prolungate soste di preghiera.
Inoltre, restano affascinati perché vedono che Egli non prega come gli altri maestri del tempo, ma la sua preghiera è un legame intimo con il Padre, tanto che desiderano essere partecipi di questi momenti di unione con Dio, per assaporare completamente la dolcezza.

Così, un giorno, aspettano che Gesù concluda la preghiera, in un luogo appartato, e poi chiedono: “Signore insegnaci a pregare”.
Rispondendo alla domanda esplicita dei discepoli, Gesù non dona una definizione astratta della preghiera, né insegna una tecnica efficace per pregare ed ottenere qualcosa.
Gesù invece invita i suoi a fare esperienza di preghiera, mettendoli direttamente in comunicazione con il Padre, suscitando in essi una nostalgia per una relazione personale con Dio, con il Padre.
Risiede qui la novità della preghiera cristiana! Essa è dialogo tra persone che si amano, un dialogo basato sulla fiducia, sostenuto dall’ascolto e aperto all’impegno solidale.
È un dialogo del Figlio con il Padre, un dialogo tra figli e Padre.
Questa è la preghiera cristiana.
Pertanto consegna loro la preghiera del “Padre nostro”, forse il dono più prezioso lasciatoci dal divino Maestro nella sua missione terrena.
Chiediamo a Maria, donna orante, di aiutarci a pregare il Padre Nostro uniti a Gesù per vivere il Vangelo guidati dallo Spirito Santo.

(angelus 28 luglio 2019)

Buona domenica e buona settimana
don Gabriele