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www.laparrocchiainforma.net | Parrocchie di Giovenzano e Vellezzo Bellini (PV)

Foglio settimanale 19 Luglio 2020

Il Vangelo ci propone di rimanere in ascolto delle parabole del Signore e di contemplare, nuovamente, una scena legata all’agricoltura.
Dal riconoscimento del Dio generoso e fedele che dissemina il suo seme nei differenti terreni alla scoperta del Dio paziente che attende il buon esito della crescita del bene.
La Parola della scorsa domenica ha aiutato a verificare il nostro personale “terreno”, oggi siamo invitati a riflettere su un terreno più ampio nel quale convive, da sempre il seme buono di Dio e quello cattivo del demonio.
La convivenza tra buon grano e zizzania non è per nulla pacifica. È così nella agricoltura come nella vita spirituale.
Il buon seme è messo a dimora, accudito, coccolato a tal punto da crescere rigoglioso e forte. Eppure attorno a lui compare sempre qualche agente infestante. Sia zizzania, cimice giapponese o intemperie non importa! Il seme buono deve interagire e combattere con questa dimensione parallela.
Dio è paziente, dicevamo, attende che il buon seme resista agli attacchi del maligno, non desidera vivere la vendetta incondizionata ma nella sua misericordia dona a tutti un tempo di conversione.
Anche la zizzania può diventare buon seme!! In teoria certamente. Resta il fatto che molti nel campo del Signore hanno scelto di vivere come “figli delle tenebre”.
Come Gesù in più occasioni ricorda gli scaltri figli delle tenebre sembrano avere il sopravvento. I figli della luce, che nel cuore serbano il buon seme, sembrano sempre soccombere.
Eppure questo seme, dice ancora Matteo, è un seme piccolo, e una piccola dose di lievito, ma che è in grado di dare sollievo e di far crescere……. Importante, sembra dire il Vangelo tra le righe, è non abituarsi a vivere “tra il male e nel male”.
Indispensabile è riconoscere che attorno a noi, come dentro di noi, il maligno cerca di soffocare il bene che Dio ha posto nel nostro cuore.
Per questo occorre vigilanza, pazienza, determinazione! Doti che provengono dal Padre e che ci permettono di operare strategie di prevenzione, di difesa, di attacco, di lotta contro il male che è diffuso nel nostro mondo e nei cuori.

Conosciamo molto bene quali siano gli strumenti che il Signore ci ha donato: l’ascolto della Parola, la preghiera personale, l’attento esame di coscienza e la confessione sacramentale periodica, la partecipazione alla mensa Eucaristica, l’elemosina e la carità fraterna.
Quanti piccoli e grandi santi ci hanno testimoniato questa possibilità di confronto e lotta contro lo spirito del male.
Rinvigoriamo in noi il desiderio di contenere nella nostra vita gli effetti della zizzania e chiediamo al Signore di essere sempre paziente con noi.
Allo stesso tempo però chiediamo a Lui di convertire sempre il nostro cuore e di renderlo dimora accogliente e feconda della sua opera di Salvezza.

Buona domenica e buona settimana

Don Gabriele

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