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Frammenti di Saggezza (Bollettino n. 138/2018)

“Di questo voi mi siete testimoni”

In tutti noi è ancora viva la solennità della Pasqua ed il gioioso annuncio della Resurrezione. Questo tempo che il Signore ci ha donato, con i suoi ritmi e le sue scadenze, ci aiuta ad approfondire il nostro cammino di fede e di conseguenza il nostro essere comunità cristiana oggi.
Nelle prossime settimane la liturgia ci permetterà di rivivere alcuni dei “misteri” fondamentali per definirsi cristiani: l’Ascensione, la Pentecoste, la Trinità, il Corpus Domini. Ad arricchire questi appuntamenti possiamo affiancare la celebrazione dei Sacramenti della iniziazione cristiana: per la prima volta dal mio arrivo avrò la gioia di amministrare alcuni battesimi, donare il perdono nel rito della prima Confessione e presiedere la Messa di prima Comunione.
Non da ultimo il mese di maggio ci vedrà impegnati a rinnovare la bella e preziosa tradizione dell’affidamento a Maria nel mese a Lei dedicato. Sono tutte semplici occasioni per ravvivare in noi il dono dello Spirito che ci rende dei testimoni credibili e gioiosi. Nel nostro “oggi” dobbiamo trovare (o ritrovare) il coraggio di permettere allo Spirito di soffiare con la sua dolce prepotenza. I “doni ed i frutti” che lo Spirito del Risorto affida alla nostra vita sono in grado di “rinnovare la faccia della terra” come, forse, cantiamo.
Lasciando la terra Gesù ha promesso e concesso il Consolatore che, come recita la Scrittura, non solo è fonte di vita ma permette di comprendere e ricordare. Dallo Spirito è nata la Chiesa come comunità dei credenti che rinnovano la presenza di Cristo attraverso i segni (sacramenti) da Lui consegnati e nel costante cammino di conversione dentro il quale anche noi siamo inseriti.
La testimonianza che il Signore ci chiede origina indubbiamente da questo rapporto personale con Lui e dall’accoglienza del dono dello Spirito. Ma non è sufficiente! Dovremmo dire non è completa. Per vivere la testimonianza è indispensabile ripensare anche al nostro modo di essere “comunità”. Un vero testimone deve essere in relazione con gli altri. Deve pensare al bene degli altri. Deve vivere bene con gli altri.
Mi piace, infatti, pensare che accanto alle occasioni più “religiose” nelle prossime settimane la nostra comunità potrà vivere diverse occasioni di incontro e di festa che contribuiranno a rendere il nostro oratorio sempre più vivo ed accogliente. Potrete vedere, nel calendario, le varie iniziative.
Vi invito a passare qualche volta e se avete del tempo libero (anche poco come capita) da dedicare alle attività della nostra comunità…….c’è sempre molto da fare e molto si può migliorare…. Talvolta basta lasciarsi invadere dallo Spirito che è in grado di rendere ciascuno di noi testimone.

Don Gabriele

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