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La preghiera, freschezza di una sorgente

La preghiera, freschezza di una sorgente

Per pregare, Dio non richiede prodigi straordinari o sforzi sovrumani. Nella storia dei cristiani tanti credenti hanno vissuto delle sorgenti della fede attraverso una preghiera poverissima di parole.
San Paolo scrisse: “Noi non sappiamo come pregare… ma lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza e prega in noi”. Il tuo cuore fa forse fatica ad immaginarlo, ma il suo Spirito è in continua attività dentro di noi.
Una preghiera semplice, come un debole sospiro, come la preghiera di un bambino, ti tiene desto. Dio non ha forse rivelato ai piccoli ciò che i potenti di questo mondo fanno fatica a capire?

Certuni hanno bisogno, nella preghiera, di molte parole per formulare ciò che riempie il loro cuore. Ma non è forse meglio pronunciarle nella solitudine, senza obbligare gli altri ad ascoltare ciò che sarebbe riservato alla discrezione di un’intimità con Dio?

Quando l’apostolo Paolo invita a “pregare incessantemente” non vuol dire esprimersi unicamente con le parole. La preghiera è infinitamente più vasta! Le parole ne sono una piccola parte. La preghiera trova molteplici espressioni, gesti (come il segno della croce), simboli (come l’offerta di sé).

Come è possibile ignorare che certe espressioni, ridette instancabilmente, hanno sostenuto una vita interiore in modo incomparabile? È la preghiera ininterrotta del nome di Gesù o dell’Ave Maria. Sembrano forse senza spontaneità? Ecco che un giorno zampillano interiormente in modo naturale.

Certe realtà del Vangelo possono penetrare in te attraverso dei canti semplici, detti, ridetti e ridetti ancora: “Gesù Signore, mia luce interiore, apri tu il mio cuore all’amore”. Quando lavori, quando ti riposi, queste continuano a risuonare dentro di te.
A volte la preghiera è una lotta interiore, altre volte è un abbandonarsi con tutto il proprio essere. Ad un certo momento essa diventa come un semplice riposo in Dio nel silenzio.
Signore Gesù, in noi si alza come una voce interiore e quella voce è già la nostra preghiera. Se le nostre labbra rimangono in silenzio, il nostro cuore ti ascolta e ti parla. A volte siamo completamente sorpresi di sapere che Tu sei in noi, con una misteriosa presenza. E tu, il Risorto, a ognuno dici: abbandonati semplicemente alla vita del mio Spirito in te, la tua poca fede ti basta; io non ti abbandonerò mai e poi mai.

(frère Roger di Taizé)

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