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www.laparrocchiainforma.net | Parrocchie di Giovenzano e Vellezzo Bellini (PV)

Giornata Mondiale della Gioventù (n. 86/2011)

Vi invitiamo a visitare il sito ufficiale: www.madrid11.com

Per 4 giorni il Papa ha trasformato Madrid in una cattedra dalla quale, con gesti e parole, scuotere il mondo e spronare i giovani.
Gli altri balbettano. Lui parla chiaro. Meno male che c’è questo anziano teologo tedesco di 84 anni, professore e Papa che va a Madrid per scuotere il mondo e spronare i giovani. E qui ha impresso il suo stile alle GMG: l’adorazione eucaristica, la Via Crucis ed infine la Confessione di quattro ragazzi. Eppure non basta. E così, per correggere il senso di Woodstock cattolica e di fiesta dei “Papa-boys” sui quali hanno ricamato i “media”, prima di arrivare alla Veglia finale è andato a trovare i disabili del Cottolengo spagnolo sottolineando che “la nostra società, nella quale spesso si mette in dubbio la dignità inestimabile della vita, ha bisogno di voi”. Per il sigillo alla lezione, il Papa ha scovato una frase di Platone e l’ha inchiodata sulla GMG: “Cerca la verità mentre sei giovane perché, se non lo farai, poi ti scapperà dalle mani”. Già prima di atterrare, sull’aereo spiega cosa sono le GMG: “Una cascata
di luce” che “creano il coraggio di essere credenti”. Parla del lavoro “per tutti” e bacchetta gli adulti sull’oggi che non va. Precisa che è venuto ad aiutare chi cerca Dio ed elenca le sfide: “consumismo, edonismo imperante, tanta banalizzazione nel vivere la sessualità, tanta mancanza di solidarietà, tanta corruzione”. Assicura i giovani che non sono soli, ma non nasconde nulla delle difficoltà, denuncia il relativismo, ma anche la mediocrità, la corruzione, la droga, gli interessi materiali e ideologici, le discriminazioni, il disprezzo per la fede. Rivolto ai giovani esclama: “Che niente e nessuno vi tolga la pace, non vergognatevi del Signore”. Insomma: “Fate della fiducia in Dio il fondamento delle vostre vite” perché “la fede non si oppone ai vostri ideali più alti; al contrario li eleva e li perfeziona”. Spiega ancora: “La fede non dà solo alcune informazioni sull’identità di Cristo, ma suppone una relazione personale con Lui, l’adesione di tutta la persona, con la propria intelligenza, volontà e sentimenti”.
Dice ai giovani di vivere “in comunione con la Chiesa”. Parla a quelli che hanno scelto il sacerdozio e chiede “distacco dai beni terreni” e “austerità di vita”, ma anche “obbedienza sincera” e di pensarci bene prima di entrare in seminario. A tutti raccomanda “noi dobbiamo essere santi per non creare una contraddizione tra il segno che siamo e la realtà che vogliamo significare”. Consiglia di stare attenti alle “tentazioni sempre in agguato”: quando ci si rifugia “nelle proprie opinioni, invece di cercare la verità senza aggettivi” si dimentica la giustizia vera, ci si “crede degli dei”, si decide da soli “cosa è bene o male”, cosa “è verità o no”, ma “anche chi è degno di vivere o chi può essere sacrificato sull’altare di altre prospettive”. E lancia un appello: “Non bisogna soccombere”, perchè si rischia di abbracciar una “libertà senza Dio”.

(Alberto Bobbio, Famiglia Cristiana del 28.8.2011)

 

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